John Rambo: Trama:
John Rambo si è ritirato a nord della Thailandia,dove guida un
battello sul fiume Salween mentre sul vicino confine con il Burma,nel Myanmar,si
svolge la guerra civile più lunga della storia,il conflitto Birmania-Karenm,che
dura da oltre 60 anni. Rambo ha deciso di non farsi coinvolgere dalla guerra.Ma
tutto cambia quando un gruppo di missionari attivisti per i diritti umani chiede
aiuto proprio a quell'uomo noto nella zona come la guida americana del
fiume.Quando i missionari Sarah (Julie Benz) e Michael Bennett (Paul Schulze)
gli chiedono di guidarli attraverso il fiume nel profondo Burma,Rambo prima
rifiuta ma poi cambia idea.Qualche giorno dopo il pastore Arthur Marsh (Ken
Howard) lo cerca con una nuova richiesta d'aiuto:i suoi amici missionari non
sono più tornati.Rambo dovrà reclutare sul posto un schiera di mercenari per
salvare le loro vite...quello che ne consegue è una discesa all'inferno sulla
terra.
Critica:
Il film, che ha debuttato il 25 gennaio nel Nord America, è già
entrato nel mirino della più spietata critica cinematografica; dal giornale
“Variety” che lo definesce “ risibile al punto di sembrare una commedia ” con
uno Stallone “deprimente e senza un filo d’ironia”, all’ “Hollywood Reporter”
che lapidario scrive : “A dispetto della violenza iperrealistica ‘Rambo n. 4’ è
un bel russare!”, al più diplomatico “Los Angeles Times” che, pur riconoscendo
lo sforzo di introdurre nuovi elementi, riesce a provare entusiasmo solo per i
pezzi in cui il film riprende quelli vecchi. Tutti concordano comunque su un
punto: un insopportabile eccesso di splatter. Box Office(in aggiornamento): $37,580,883 negli Usa $16,959,736 all'estero Curiosità:
Ad ottobre 2007 dopo vari cambiamenti (Rambo IV - Pearl of the Cobra,
John Rambo, Rambo: to Hell and Back), la produzione in accordo con
Stallone ha deciso di chiamare il film semplicemente Rambo, ignorando che
si tratta del titolo del primo film in almeno otto paesi del mondo (tra cui
l'Italia). Ovviamente, in Italia, il titolo è stato cambiato in John Rambo.
Stallone ha annunciato che verrà realizzato anche Rambo 5. Inoltre ha spiegato
per quale motivo Rambo pensa sempre alla guerra ma mai al sesso: «in Vietnam ha
avuto un incidente e gli è saltato qualcosa... però ha un lungo coltello!» Trailer:
Intervista: Perché ha scelto la Birmania come scenografia per raccontare
le avventure di John Rambo? "Il mondo - dice Stallone - sa tutto dell'Iraq,
del Durfur, o della Somalia, grazie anche all'impegno di molti colleghi attori,
ma sa molto poco della Birmania. Quindi senza avere la pretesa di fare un film
impegnato, ho fatto ricerche e da quello che ho scoperto sulla storia di questo
paese mi sembrava doveroso raccontarlo in un film che viene - giustamente -
definito di intrattenimento. Quindi direi che come primo motivo volevo
'educare', 'raccontare', una situazione terribile che non è 'popolare'. E
secondo, volevo che Rambo tornasse in un suo inferno personale. Un inferno che
mette il personaggio in una situazione legata all'azione, all'intrattenimento ma
che manda anche un messaggio. Ci sono alcune guerre di cui nessuno parla e la
Birmania fa parte di questa categoria. Sono sessantanni che il popolo Karen, in
prevalenza contadini ed agricoltori, combattono per sopravvivere alla
violentissima repressione dell'esercito che governa il paese. Questa situazione
inoltre mi ha permesso di fare una riflessione sulla natura umana, sul buono e
sul cattivo che c'è in ognuno di noi". Lei ha precisamente 61 anni e regge
perfettamente il personaggio. Come si tiene in forma e cosa le piace di un eroe
come Rambo? "Per quanto riguarda il tenermi in forma ci pensano le mie tre
figlie. Sono scatenate e vi assicuro che basta corrergli dietro per perdere peso
e mettere su muscoli. Detto questo sugli eroi ho sempre avuto una mia visione
personale. Ce ne sono di varie taglie di eroi, di varie dimensioni, ma la cosa
che non può mancare in nessuno di noi sono il cuore e il cervello. I muscoli
sono secondari. Quello su cui volevo focalizzarmi per Rambo è il paradiso e
l'inferno che c'è dentro ogni essere umano. Ognuno di noi è composto da lati
oscuri e da lati di luce, siamo generosi, creativi, buoni ma anche chiusi,
pessimisti, vendicativi e autodistruttivi. Sono i livelli del conscio e
dell'inconscio che lavorano. E tutto ciò mi ha portato a capire, nel tempo, che
è un privilegio quello di essere riconosciuto nel mondo per avere dato vita a
uomini come Rocky e Rambo. Cosa che, per lungo tempo, ho invece visto come un
grande limite. Rambo è il guerriero, l'eterno soldato ma è anche un uomo
estremamente solo che ha bisogno d'amore. Non ha una casa, un luogo dove stare.
Per questo lo ritroviamo in Thailandia che commercia in serpenti, in un luogo
che - apparentemente - non gli appartiene". Come mai non ci sono mai scene di
sesso nei film di Rambo anche se, è palpabile per esempio in questo film, la sua
attrazione per la protagonista femminile? E come mai tanti morti nei film
d'azione? "E' vero che
gli action movie con un numero eccessivo di morti molte volte vengono
classificati come sciocchi e superficiali però, per questo film, non potevo fare
in nessun altro modo. La situazione in Birmania è esattamente come la descrivo
nel film, se non peggio. Sui giornali recentemente si è parlato di qualche
centinaio di monaci buddisti massacrati ma vi assicuro che si tratta di
migliaia. Ci siamo informati molto sulla situazione birmana prima di scrivere la
sceneggiatura, e la ferocia dell'esercito è enorme, incredibile". Se dovesse fare una classifica dei quattro film su Rambo che ordine gli darebbe,
secondo i sentimenti che lei prova, ora, verso queste sue prestazioni? "Il primo
film lo metto per primo perché è un po' come il primo figlio. Non puoi non
amarlo incondizionatamente. Al secondo posto ci metterei quest'ultimo che ho
fatto, John Rambo. Al terzo posto il II° film di Rambo che è quello più
americano, molto hollywoodiano, dove c'è la massima fantasia maschile al potere.
E per quanto metterei quello che riguardava l'invasione da parte dei Russi in
Afghanistan perché è un film che mi si è rivoltato contro. E' sempre pericoloso
andare a girare in luoghi dove si sta svolgendo una guerra. In quel caso io
raccontavo dell'Armata Rossa e poi, due settimane prima che uscisse il film, il
Presidente Gorbaciov è venuto negli Usa ha annunciato la Perestroika e ha
stretto la mano a Reagan. A quel punto il nemico ero diventato io. Purtroppo nel
caso della Birmania si tratta di una guerra civile, la guerra peggiore che può
capitare ad un paese, e non credo finirà a breve tempo. Vi dico solo che abbiamo
contattato il Console e l'Ambasciata Birmana negli Stati Uniti che, non solo ci
hanno detto che nel paese non c'è nessuna guerra civile e che quindi noi ci
stavamo sbagliando di grosso, ma ci hanno anche detto che non saremmo stati i
benvenuti in Birmania. Per questo nel film sottolineiamo spesso il concetto che
non puoi cambiare il mondo ma puoi cambiare te stesso e quindi il mondo può
migliorare. Nessun esercito cambierà il mondo". A questo proposito è vero che
lei sostiene il candidato repubblicano John McCain e perché dato che le guerre,
come quella in Iraq, si sono dimostrate un fallimento totale su tutti i fronti?
"Non ho mai ben capito questa voglia della stampa di fare sempre parlare gli
attori di politica che non ci capiscono niente. E vi assicuro anche che la mia
opinione non sposterà un voto. Detto questo la risposta è sì, sostengo McCain,
perché lo considero un uomo maturo, preparato e che sa giocare al gioco della
politica. Perché la politica è un gioco. Non abbiamo tempo di dare un potere
così forte come quello di Presidente degli Stati Uniti a gente che non sa come
ci si deve muovere. Ci aspettano otto anni devastanti, nel tentativo di
recuperare una credibilità che abbiamo perso nei confronti del mondo. Anche se
io non credo che sia colpa di una sola persona ma di un insieme di cose che sono
avvenute nel mondo". Conferenza stampa: Conferenza stampa "John Rambo" - Parte 1 Conferenza stampa "John Rambo" - Parte 2 Conferenza stampa "John Rambo" - Parte 3 Conferenza stampa "John Rambo" - Parte 4